Musica per Palmira

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A Palmira, tra le antiche rovine dichiarate patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, si è tenuto un concerto di musica classica per fare dimenticare, anche solo per poco, la guerra contro il sedicente Stato islamico che da anni sta insanguinando la Siria e ha provocato migliaia di vittime, senza contare i tanti che sono fuggiti nella vana speranza di un futuro migliore.

Nell’anfiteatro di Palmira hanno risuonato le note di Bach, Shchedrin e Prokofiev e la musica ha preso il posto del crepitare incessante delle armi da fuoco che fino a poco tempo fa era l’unico suono che si poteva sentire in quella parte della Siria. Fino a poco fa sarebbe stato impossibile organizzare un concerto a Palmira perché la città era sotto il controllo degli uomini in nero del Califfato e gli antichi monumenti venivano distrutti per fare spazio ad esecuzioni di massa ed altre atrocità.

L’iniziativa dell’orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo diretta da Valerij Gergiev vuole essere uno sprone per spingere la comunità internazionale a stanziare tutti  i fondi necessari per il completo restauro di Palmira, gravemente danneggiata dai miliziani islamisti e dalla guerra.

Mentre nel resto della Siria la guerra andava avanti senza tregua e il tragico bilancio di coloro che hanno perso la vita continuava a salire, almeno a Palmira i 400 invitati al concerto hanno potuto  sentire solamente la musica e, anche se solo per poco, pensare ad un mondo fatto di pace e fratellanza tra tutti i popoli.

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