Che anno sarà il 2017

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Il 2017 è appena iniziato e già siamo a piangere le vittime di un attentato terroristico: alla discoteca Reina di Istanbul l’anno è iniziato nel peggiore dei modi con un attacco di uno o forse tre terroristi che hanno sparato all’impazzata sulla folla di giovani che stavano festeggiando il Capodanno tra scherzi e balli. Ancora una volta ad essere colpita è stata la città di Istanbul, che è considerata il crocevia tra Oriente e Occidente con la sua posizione geografica strategica e i suoi tanti monumenti che ogni anno vengono visitati da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.

L’attacco di Istanbul dimostra che anche quest’anno la lotta al sedicente Stato islamico dovrà continuare e sarà molto dura e ancora molto lunga: i miliziani in nero del sedicente Stato islamico non si arrendono facilmente e la coalizione internazionale dovrà affrontare ancora lunghe battaglie prima di sconfiggerli definitivamente. Il Medio Oriente rimane una zona molto instabile, con molti problemi e conflitti ancora in corso che risalgono a vecchi odi e vecchi rancori mai sopiti, a cui si sono aggiunte le rivolte delle primavere arabe che ben presto si sono trasformate in vere e proprie guerre civili.

Nessuno può dire con certezza quando la Siria, l’Iraq e la Libia potranno tornare ad essere Paesi in pace, in cui tutte le etnie convivono in armonia, ma certamente le vicende di questi tre martoriati Paesi saranno al centro dell’agenda geopolitica anche quest’anno.

Per quanto riguarda la Siria in questo 2017 ci saranno ancora tanti combattimenti tra coalizione internazionale e Stato islamico e dovranno essere fatti molti sforzi per trovare un accordo di cessate il fuoco su tutto il territorio accettato da tutte le forze in campo. Importante sarà capire quale sarà il futuro assetto politico ed istituzionale del Paese e quale sarà il ruolo di Assad.

In Iraq la battaglia più grande sarà quella per la riconquista della città di Mosul che è ancora nelle mani del sedicente Califfato, con gli abitanti allo stremo delle forze usati come ostaggi e scudi umani. La protezione e ristrutturazione della grande diga saranno la sfida più grande per chi lotta contro il terrorismo internazionale e per il nostro Paese in particolare perché i lavori saranno effettuati dalla ditta Trevi di Cesena e i nostri militari si occuperanno della protezione degli operai.

La Libia dovrà ritrovare la sua unità nazionale e il nuovo governo di Serraj dovrà cercare di mettere d’accordo tutte le etnie presenti nel Paese e stroncare i traffici di armi ed esseri umani che stanno dilagando in tutto il territorio libico ad opera di trafficanti e signori della guerra senza scrupoli.

Il 20 gennaio si insedierà alla Casa Bianca la nuova amministrazione Trump e ci saranno di sicuro delle sorprese sia in politica interna che in politica estera, con un probabile riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia dopo il gelo degli ultimi mesi di presidenza Obama.

In molti Stati europei ci saranno le elezioni e dal loro esito si saprà se i popoli europei hanno ancora fiducia nelle istituzioni comunitarie oppure sceglieranno di votare i partiti euroscettici e xenofobi sull’onda lunga di quanto successo nel Regno Unito con la Brexit.

 

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