Quei lupi solitari che fanno paura

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Un nuovo episodio di violenza getta nel panico una capitale europea: un norvegese di origini somale gridando frasi sconnesse e senza senso ha accoltellato alcuni passanti in pieno centro a Londra, nella zona di Russell Square, vicinissima al famosissimo British Museum. La stessa piazza era già stata pesantemente insanguinata dagli attentati di matrice islamica che il 7 luglio 2005 provocarono molte vittime e tantissimi feriti. Sembra che il folle gesto sia dovuto a turbe psichiche e problemi mentali molto gravi di cui l’accoltellatore soffriva da molto tempo, ma non è stata ancora del tutto esclusa la pista del terrorismo islamico. Una mente fragile è facilmente condizionabile dalla propaganda jihadsita sul Internet e non si può escludere che il giovanissimo accoltellatore, un ragazzo di soli 19 anni, sia entrato in contato con miliziani islamisti o abbia frequentato siti e forum jihadisti; le immagini violente potrebbero avere fatto nascere in lui una insana voglia di emulazione.

Anche nel dicembre scorso, sempre a Londra, un uomo era stato accoltellato mentre aspettava l’autobus alla fermata di un quartiere centrale della capitale britannica; anche in qual caso l’attentatore era un lupo solitario che era stato condizionato e indotto alla violenza dalla propaganda del sedicente Stato islamico sul web.

In questi ultimi mesi sono molti in Europa gli attentatori solitari che spinti da alcool, droga, problemi di natura psichica e attratti dalla propaganda del sedicente Califfato si rendono responsabili di attacchi senza alcun senso in luoghi affollati. Sono proprio i lupi solitari che fanno più paura e rendono più difficile il lavoro delle forze dell’ordine: gli attentatori solitari, specie se con una storia clinica di problemi psichici alle spalle, sono i più difficili da controllare e imprevedibili perché nessuno può capire cosa passa loro per la mente e spesso non ci sono segni premonitori perché la radicalizzazione avviene molto in fretta.

I lupi solitari del terrorismo internazionale fanno molta più paura di un attacco organizzato perché nessuno può mai davvero controllarli e perché si nascondono facilmente tra la folla delle grandi metropoli per attaccare quando e dove meno ce lo aspettiamo.

Gli attacchi in solitaria sono la nuova strategia del terrorismo jihadista e alle forze di polizia e di intelligence non rimane che prendere le adeguate contromisure.    

 

 

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