Si avvicina la fine dell’ISIS?

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Con la grande battaglia per la riconquista di Mosul che si fa sempre più vicina, la perdita dall’altissimo valore simbolico della cittadina di Dabiq e tanti miliziani che hanno perso la vita mentre cercavano di resistere all’avanzata dell’esercito regolare iracheno aiutato dalle milizie sciite e dalle forze curde sembra che per il sedicente Stato islamico sia arrivata la fine. Dopo più di due anni in cui interi territori di Siria e Iraq erano stati conquistati e sottomessi agli uomini in nero del sedicente Califfato, negli ultimi mesi grazie ai raid aerei della coalizione internazionale a guida statunitense le forze regolari stanno riconquistando i territori perduti e liberando i numerosi civili che ancora vengono tenuti come ostaggi.

Nei dintorni di Mosul le forze regolari irachene e le milizie sciite e curde di supporto stanno accerchiando i miliziani islamisti in modo da impedire loro di scappare quando arriverà il momento della battaglia vera e propria: si calcola che nella solo città di Mosul ci siano ancora circa 6000 jihadisti asserragliati e gli uomini in nero non si arrenderanno facilmente. Gli islamisti si sono barricati nelle case dei civili e sono pronti ad utilizzare donne e bambini innocenti come scudi umani pur di non cadere nelle mani dei militari dell’esercito regolare iracheno.

Circa 5000 persone sono già fuggite dalle zone dei combattimenti e si teme che se la battaglia dovesse durare a lungo ci potrebbe essere una vera e propria catastrofe umanitaria come è già successo nelle città siriane assediate nei mesi scorsi. A Mosul la vita per i civili ha già raggiunto condizioni proibitive: le persone vengono prese come ostaggi, nessuno può più uscire di casa, mancano tutti i generi di prima necessità, i servizi pubblici sono inesistenti e sono già molti i casi di avvelenamento da acqua contaminata.

Se Mosul sarà finalmente liberata in tempi brevi dai miliziani islamisti, questa potrebbe davvero essere la fine del sedicente Stato islamico, che tante vittime ha mietuto negli ultimi due anni, sia in Medio Oriente che in Europa.    

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