La Commissione Europea contro gli sprechi alimentari

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La Commissione Europea ha lanciato una nuova piattaforma per prevenire quanto più possibile gli sprechi alimentari, una grande piaga a livello globale che ogni giorno riguarda migliaia di tonnellate di cibo ancora buono che vengono buttare in pattumiera. In tutta Europa lo spreco alimentare riguarda tutti i settori in cui si cucina e si consuma il cibo, sia l’ambiente domestico, sia la ristorazione e finiscono nei cassonetti della spazzatura molti cibi che potrebbero essere donati alle persone più bisognose.

Nel mondo si viene a creare un paradosso per cui circa 800 milioni di persone soffrono la fame, mentre nei Paesi più ricchi tonnellate di cibo ancora consumabile finiscono per diventare scarti: con tutto il cibo sprecato si potrebbero facilmente alimentare milioni di persone che soffrono di gravi carenze alimentari e creare così un modello di sviluppo sostenibile.

Il nostro pianeta non riesce quasi più a garantire che la produzione di cibo sia sufficiente per tutti e per questo è indispensabile imparare ad usare anche gli avanzi di cibo donandoli ai bisognosi oppure usandoli nuovamente per cucinare nuove pietanze. Lo spreco alimentare affama ancora di più coloro che già non hanno cibo a sufficienza ed impoverisce il nostro pianeta: l’impatto economico dello spreco di cibo è davvero devastante e toglie all’economia risorse preziose che potrebbero essere impiegate in altri modi.

La maggior parte degli sprechi di cibo avvengono in casa ed è per questo che la Commissione Europea si sta battendo per norme che aiutino i consumatori a non comprare più alimenti del necessario e a leggere bene le etichette per sapere entro che data i cibi possono essere consumati: in alcuni casi la data di scadenza non è indicativa del deterioramento del cibo e quindi tanti generi alimentari che finiscono in pattumiera potrebbero essere tranquillamente consumati senza rischi per la salute.

Solo in Italia vengono sprecati il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini: una grande perdita per l’economia che non può più essere in alcun modo tollerata.

 

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